Corso per infermieri pediatrici

Infermiere pediatrico: l'Azienda Ospedaliera "Pugliese –Ciaccio" e il Centro delle Chirurgie Pediatriche Bambino Gesù insieme.


Una vera e propria scuola infermieristica rivolta al personale di tutta la Regione, e non solo, e volta alla crescita e alla formazione professionale del personale paramedico che ogni giorno lavora con i piccoli pazienti.
Questo lo scopo dei dieci incontri messi in piedi dal Centro delle Chirurgie Pediatriche Programma Bambino Gesù di Catanzaro. Nel primo pomeriggio del 19 marzo la biblioteca dell'Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio", presidio "Pugliese", ha così ospitato il sesto incontro dedicato all'ipospadia, una patologia molto diffusa tra i piccoli pazienti al di sotto dei due anni dovuta ad una anomalia congenita del pene causata da un insufficiente sviluppo dell'uretra il cui sbocco (meato) non è localizzato all'apice del glande, ma si trova sulla faccia ventrale del pene oppure, nei casi più gravi, nello scroto o nel perineo.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 2 aprile.
A relazionare sugli aspetti medici della patologia il dottore  Nicola Capozza , del reparto di Chirurgia Urologica Pediatrica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, mentre alle infermiere Roberta Piacentini e Ornella Bergantino e alla caposala Carla Carboni, del reparto romano di Urologia, che hanno contribuito ad elaborare un protocollo per la gestione del paziente con ipospadia, è andato il compito di intervenire sui temi del follow up, delle medicazioni e quindi della gestione dell'ipospadia.
Insieme al personale medico ed infermieristico del Bambino Gesù hanno preso parte al sesto incontro anche il dottore Ivan Pietro Aloi Responsabile del Centro delle Chirurgie Pediatriche di Catanzaro e ancora la dottoressa Antonella Centonze del medesimo reparto.
«Abbiamo voluto dare vita a questa sorta di scuola, –ha detto il dottore Aloi- rivolta al personale infermieristico in loco e a quello del Bambino Gesù, per trattare ad ogni incontro temi differenti. Così, siamo partiti dalla fase neonatale per arrivare al bambino più grande e quindi soffermarci sulle patologie particolari al fine di creare un'informazione infermieristica a 360°».
«Attualmente – ha detto il dottore Capozza – la tendenza è quella di intervenire su tutti i tipi di ipospadia mentre in passato venivano trattai solo i casi più gravi o quelli in cui si riscontrava un problema di tipo funzionale. Questo perché l'ipospadia porta al paziente problematiche di tipo estetico che, considerata la sensibile zona del corpo, possono avere riflessi anche sulla sfera psico-sociale. Ecco perché – ha continuato il dottore Capozza - la nostra tendenza è quella di intervenire in tutti i tipi di ipospadia curando prevalentemente il lato estetico evitando, così, la circoncisione. Dunque, l'assistenza infermieristica post-operatoria diventa essenziale nell'ipospadia perché, spesso, i piccoli pazienti vengono rimandati a casa con il catetere e quindi la gestione della cannula iniziata dagli infermieri, in ospedale, continua a casa con i genitori. Diventa, perciò, fondamentale il trasferimento delle informazioni dall'infermiera al genitore per la gestione di questa fase che in media dura 6/8 giorni».