Minimaster Arresto Cardiaco: focus on

Ha preso il via martedì 10 giugno, presso la sala multimediale del Presidio "Pugliese", il Minimaster in Cardiologia Interventistica
voluto dall'Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" ed organizzato dall'Unità Operativa di Cardiologia-UTIC ed Emodinamica del nosocomio nella persona del suo Direttore f.f. Francesco Cassadonte e dal dottore Roberto Ceravolo dirigente dello stesso reparto e responsabile dell'Emodinamica.
A fare gli onori di casa il dottore Cassadonte accompagnato dal Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera Elga Rizzo.
«Il progetto –ha detto il dottore Cassadonte - nasce da un'idea del dottore Roberto Ceravolo e ripropone una consuetudine propria di questo ospedale che vedeva i colleghi riunirsi per discutere delle problematiche cliniche emergenti. Negli anni passati abbiamo dato seguito alla tradizione con incontri informali mentre quest'anno si è deciso di dargli una veste istituzionale. Del resto, l'arresto cardiaco è una problematica di grande rilevanza epidemiologica con ricadute importanti se pensiamo all'incidenza di circa 60 casi all'anno su 100 mila abitanti, dei quali quasi la metà vanno persi».
Il Minimaster prevede nove giornate di incontri su tematiche specifiche e differenti sulle quali saranno chiamati a relazionare le professionalità interne al nosocomio ad eccezione della dottoressa Serena Rakar proveniente dalla prestigiosa Unità di Cardiologia dell'Ospedale di Trieste.
«Vorrei ringraziare innanzitutto il dottore Francesco Cassadonte– ha detto il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera - non solo per l'impegno profuso nell'organizzazione di questo corso ma per come conduce, nel quotidiano, il suo ruolo da primario del reparto di  Cardiologia, con professionalità e umanità. Un encomio va al dottore Roberto Ceravolo, anima organizzativa ed instancabile, e non ultimo al dottore Mario Verre capo del Dipartimento più delicato del nosocomio, quello dell'Emergenza Urgenza. Penso che – ha continuato l'avvocato Elga Rizzo- la necessità di mettere sotto focus la cardiologia interventistica certifichi la vocazione reale del nostro hub, tutta centrata sull'Emergenza Urgenza. Chi si occupa di organizzazione di un ospedale sa che l'arrivo di una persona con dolori cardiaci fa scattare una vera battaglia contro il tempo che richiede massima armonia di capacità umane e disponibilità strutturale e tecnologica per evitare eventi irreparabili. Tecnologie che, nonostante le magli strette del piano di rientro, abbiamo sempre cercato di garantire soprattutto nei settori delicati come quello cardiologico. Non ultima ricordo la ristrutturazione dell'Utic che ha comportato la  convivenza forzata con Anestesia e Rianimazione».
Il Direttore Generale ha espresso tutta la sua più viva soddisfazione per un minimaster che oltre all'aspetto assistenziale prevede anche quello scientifico e quindi quell'aggiornamento «senza il quale – ha ricordato l'avvocato Rizzo - non possiamo ampliare il bagaglio professionale che ci portiamo dietro le spalle. Pochi numeri – ha continuato – per capire il livello di attrazione della nostra azienda. Il 35% delle prestazioni interne del nosocomio provengono da fuori provincia.  18.742 sono state in totale le prestazioni eseguite nell'unità operativa di  Cardiologia dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre dello stesso anno. 763 i giorni di degenza in day hospital e 10.935 i giorni di degenza per ricoveri ordinari».
Parlare di arresto cardiaco, dunque, significa parlare di un problema sociale. Nel 2013, infatti, 243 sono stati i decessi per arresto cardiaco fuori dalle mura ospedaliere. Su 100 pazienti con arresto cardiaco circa 60 muoiono prima dell'arrivo in ospedale, il resto perde la vita tra le mura ospedaliere e solo in 7 riescono a sopravvivere. Ed è proprio per ridurre l'incidenza della mortalità fra le mura ospedaliere, come sottolineato dal dottore Mario Verre, che il nosocomio è stato dotato di carrelli d'emergenza distribuiti nei reparti più sensibili. 

In allegato è possibile visionare il programma del minimaster.