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20 Aprile 2018 - Il Pugliese Ciaccio presente alla II Convention delle Sincope Unit Gimsi dell'Italia Meridionale

Si è tenuta a Potenza il 13 e 14 aprile scorso, presso l’Auditorium, dell’Azienda Ospedaliera San Carlo la “II CONVENTION DELLE SINCOPE UNIT GIMSI DELL’ITALIA MERIDIONALE”, che ha visto la partecipazione dei più importanti esperti di sincope a livello europeo.  

Sono stati due giorni intensi ed importanti quelli in programma. L’evento, organizzato dal Dr. Francesco Arabia, dal Dr. Maurizio Eligiato, e dal Dr. Domenico Carretta in collaborazione con il GIMSI (Gruppo Italiano Multidisciplinare dello Studio della Sincope)  è stato patrocinato  dalla Regione Basilicata, dall’Ordine dei Medici della Provincia di Potenza  e dall’Azienda Sanitaria San Carlo di Potenza.

Hanno partecipato le “Syncope Unit “ accreditate GIMSI presenti in Italia Meridionale: quella dell’Azienza Ospedaliera “Pugliese Ciaccio “di Catanzaro diretta dal Dott. Francesco Arabia, quella dell’AOR di Potenza diretta da Maurizio Eligiato e quella del policlinico di Bari diretta da Domenico Carretta.

Il 1° giorno ha riguardato la formazione con lo svolgimento di un corso di competence, alla fine del quale si è provveduto al rilascio ai partecipanti della relativa certificazione.

Nel 2° giorno sono state presentate in anteprima le nuove linee guida europee direttamente dagli esperti che ne hanno curato la redazione.

Le nuove linee guida, alla luce dei numerosi lavori scientifici recentemente pubblicati, ripropongono come unica soluzione interdisciplinare al problema sincope dei pazienti il potenziamento delle “Syncope Unit” della cui collaborazione si avvale il Dipartimento di Emergenza con il ruolo insostituibile dell’OBI (Osservazione breve intensiva).  

 La sincope è un sintomo di frequente riscontro nella pratica clinica. Ha un’elevata prevalenza nella popolazione generale (3,5% nelle donne e 3% negli uomini) e rappresenta l’1-3% degli accessi al DEA e il 2-6% di tutte le cause di ospedalizzazioni. In particolare, più della metà (46-62%) dei pazienti che si presentano in Pronto Soccorso (PS) per un episodio sincopa­le viene ricoverata per un periodo che dura in media 6-9 giorni e viene sottoposta durante la degenza in media a quattro procedure diagnostiche. Nonostante ciò, una rilevante percentuale di pazienti che va dal 19% al 56%, secondo l’approccio clinico adottato, viene dimessa senza una chiara identificazione della causa di sincope e, di conseguenza, senza indicazioni terapeutiche appropriate.

Gli eloquenti dati numerici riportati stimolano senz’altro alcune riflessioni sull’attuale gestione del paziente con sincope nella nostra realtà sanitaria.

La percentuale dei ricoveri appare decisamente molto elevata, specie tenendo conto che circa la metà di questi soggetti viene dimessa dopo degenze medie di circa 6-9 gg con diagnosi di sincope neuromediata, un’eziologia come è noto, caratterizzata da un basso rischio di complicanze e prognosi generalmente benigna. In alcune realtà sino ad oltre il 50% dei pazienti viene dimesso senza una diagnosi eziologica definita, ciò configura un fallimento e un grave disservizio per l’utenza, nonché un notevole spreco di risorse

Sembra quindi in conclusione che una buona fetta di pazienti potrebbe, anziché in ospedale, essere studiata ambulatorialmente, con un sensibile risparmio sui costi di gestione.

Nell’occasione ogni Syncope Unit ha presentato i suoi dati di attività. In particolare la Syncope Unit dell’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio ha una casistica in continua crescita sin dalla sua Istituzione (2008) partecipando alla produzione di importanti dati scientifici. Con l’insostituibile collaborazione con l’Osservazione Breve Intensiva del pronto Soccorso e in collaborazione con i medici territoriali, il paziente affetto da Sincope viene attentamente osservato, e quando viene giudicato a basso rischio viene indirizzato verso la Syncope Unit per l’approfondimento diagnostico e l’eventuale rimedio terapeutico.

I dati di attività dimostrano che sin dal 2008 con la standardizzazione dei percorsi diagnostico terapeutici e l’applicazione standardizzata delle linee guida, sono stati ridotti i ricoveri e aumentati casi a cui si è data una risposta a dimostrazione che la strategia adottata è vincente in particolare dove si riesce a lavorare con  spirito di collaborazione reciproca tipica del “Team”.

 

 

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